21/06/2026
VIX.
L’indice di volatilità VIX detto anche indice della paura, è stato creato dal Chicago Board Options Exchange (CBOE) e sebbene l’esatta metodologia per il calcolo del VIX sia cambiata nel corso degli anni, l’indice ha lo scopo di misurare la volatilità attesa implicita nei prezzi delle opzioni del mercato azionario statunitense nei prossimi 30 giorni, in teoria misurando il livello di preoccupazione degli investitori.
Il suo valore oggi si aggira intorno a 16.50 – 16.80 punti.
Si tratta di un livello nella media storica, che indica un mercato generalmente tranquillo e lontano dal panico, ma comunque pronto a reazioni immediate alle notizie.
Quaranta anni di esperienza in questo settore mi ricordano che spesso, molto spesso, troppo spesso, gli investitori reali, (noi, gli investitori in carne, ossa ed emozioni) percepiamo un rischio alto, quando i mercati sono crollati e sono nel panico (e quindi il rischio oggettivo di ribasso è basso) e percepiamo invece un rischio basso quando i mercati continuano e salire ed è tutto tranquillo (e quindi il rischio oggettivo di ribasso è realmente più alto).
Non lo so se i mercati continueranno a salire, oppure ci sarà un ribasso o un crollo.
A leggere le notizie ci sarebbe da essere ottimisti.
Ma noi non ci occupiamo di prevedere cosa succederà.
Noi ci occupiamo di “processi di investimento”.
Di costruire percorsi che sappiano cosa fare sia che i mercati continuino a salire, sia che stornino o crollino.
Le previsioni, se le sbagli, può essere un disastro.
Un metodo funziona indipendentemente dalle previsioni.