20/06/2025
Poste Italiane, un’inchiesta di Report solleva interrogativi sulla consulenza finanziaria.
Leggo su Cityware del 16 giugno, e riassumo:
Oltre 130 consulenti finanziari di Poste, insieme ad alcuni clienti, denunciano un sistema interno in cui la logica della vendita supera quella della consulenza.
Una raccolta di 55 pagine di segnalazioni, una chat riservata interna tra consulenti, testimonianze di ex dipendenti e documenti esclusivi.
È il materiale acquisito dalla redazione di Report in un’inchiesta che punta i riflettori su Poste Italiane e sul suo modello di consulenza finanziaria.
La narrazione si sviluppa attorno alle voci di oltre 130 consulenti finanziari, che descrivono un sistema basato su pressioni commerciali costanti, incentivi legati esclusivamente alla vendita di prodotti ad alta marginalità per l’azienda e, in alcuni casi, anche pratiche potenzialmente scorrette o non conformi ai requisiti normativi.
Poste Italiane ha chiuso il 2024 con oltre 2 miliardi di euro di utile netto, il miglior risultato della sua storia.
Secondo le testimonianze raccolte da Report, parte significativa di questo risultato deriverebbe dalla spinta commerciale su prodotti finanziari ad alto margine, come assicurazioni e prestiti personali, a scapito di soluzioni più neutrali o meno remunerative per l’azienda (Btp, buoni fruttiferi postali, fondi).
La logica commerciale è racchiusa in una competizione interna chiamata “Champions”, in cui le filiali si sfidano a chi vende di più i prodotti della casa. I vincitori partecipano a eventi-premio a Roma.
Ma per molti consulenti, questo modello compromette il ruolo stesso della consulenza.
Poste italiane si difende con un corposo documento di 49 pagine dove spiega il loro modus operandi nei confronti dei clienti che investono tramite i loro 12.800 uffici di consulenza in tutta Italia.
Poste italiane è solo una delle tantissime strutture a cui ci si può rivolgere per essere consigliati negli investimenti.
Molte di queste “consigliano” strumenti finanziari, ma anche “producono” strumenti finanziari, e poi “vendono” gli strumenti finanziari consigliati e prodotti.
Ed è difficile capire se ci si trova in presenza di “vendite forzate”, basate più sul vincere la “Champions” (che si gioca in quasi tutte le realtà del mercato), che sulla qualità degli strumenti.
Questo rischio c’è, e si può ridurre soltanto scegliendo consulenti NON COINVOLTI nella produzione nè nella vendita di strumenti finanziari.
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