22/01/2025
I primi interventi ipotizzati del nuovo presidente:
1) Trivellare per usare gas e petrolio Usa,
2) annullare il mandato sulle auto elettriche,
3) nuovo addio agli accordi sul clima di Parigi,
4) commercio globale da riformare,
5) verifiche su Cina, Canada e Messico,
6) deregulation e cryptovalute,
7) L’esercito al confine con il Messico,
8) pianteremo la nostra bandiera su Marte,
9) le mire su Panama e Golfo del Messico,
10) “Voglio essere un pacificatore”,
11) due soli generi: maschile e femminile,
12) rifare il servizio sanitario nazionale.
Tanta carne al fuoco.
Le promesse elettorali sono ben note: deregulation, politica fiscale espansiva, dazi, lotta all’immigrazione clandestina.
Può essere che queste politiche (le ultime due in particolare) abbiano potenziali inflattivi e possano pesare sulla crescita economica.
Dipende da come verranno implementate.
Abbiamo salutato il 2025 con le borse americane ei massimi.
Perché continuino a salire è necessario che tutto vada alla perfezione su tre fronti: una solida crescita economica, un’inflazione che deve continuare a calare e la Fed che deve tagliare i tassi.
Non c’è dubbio che oggi la scommessa più gettonata sia quella sulla borsa americana: mai nella storia i portafogli sono stati così carichi di azioni americane.
Le valutazioni di borsa sono elevate: il rapporto tra prezzo e utili è 24.
Molto oltre la media storica.
Ma le aspettative di crescita degli utili nel 2025 sono ancora a due cifre: tutto dipenderà dall’espansione economica, dal calo dell’inflazione e dai tagli dei tassi Fed.
Fino alla fine del 2024 il mercato vedeva come cose buone le promesse elettorali di Trump e l’inflazione in calo.
A settembre (cinque mesi fa) prima del voto Usa, il mercato scontava tagli dei tassi Fed per 175 punti base (7 tagli da 0,25%) pur in un contesto di crescita economica.
A inizio 2025 (dopo solo quattro mesi) erano scontati soltanto tre tagli (0,75%).
Adesso invece (dopo un altro mese) un solo taglio nel 2025, o forse nessuno.
Il mercato ha iniziato a prezzare l’incertezza legata a Trump anche in relazione all’impatto sull’inflazione.
È difficilissimo fare previsioni.
Speriamo che il mercato tenga?
Speriamo che il mercato salga?
Speriamo che il mercato non crolli?
NO, SPERARE NON E’ DI CERTO UNA BUONA STRATEGIA.
E se davvero il mercato crollasse?
È già successo altre volte, eppure siamo qui, ai massimi storici, anche questa volta.
No, non è questo il problema.
Ancora una volta e per sempre l’approccio corretto per investire non è fare previsioni, investire e sperare, ma investire con la consapevolezza delle dinamiche dei mercati, con il corretto orizzonte temporale e con un metodo di disciplina del proprio comportamento.
TRUMP CAMBIA TUTTO, NULLA CAMBIA