20/05/2024
Dopo un 2023 chiuso con profitti da favola grazie agli alti tassi di interesse, nel primo trimestre dell’anno i primi sette gruppi bancari del paese – Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bpm, Mps, Bper, Popolare di Sondrio e Credem – hanno fatto registrare utili pari a 6,3 miliardi, +25,6% sui primi tre mesi del 2023, rileva un report dell’Ufficio Studi & Ricerche della Fisac Cgil.
Chi si ricorda qualche anno fa quando le banche NON volevano la liquidità sui conti correnti perché per loro era un costo?
E chissà come sarà che adesso, da due anni a questa parte invece, la liquidità gli va benissimo.
Anche questo è un grande argomento di educazione finanziaria.
Non per fare chissà quale operazione o investimento.
Molto più semplicemente per comprendere che è indispensabile impostare con gli intermediari, banche in testa, un rapporto più consapevole e equo.
Non siamo certo qui per affamare le banche, ma se i tassi di mercato sono più alti di zero, com’era fino a due anni fa, allora la banca deve adeguare la remunerazione della nostra liquidità in conto corrente, visto che lei ha provveduto immediatamente ad adeguare la remunerazione dei prestiti e dei mutui.
Se questo non succede automaticamente, allora bisogna andare a discutere.
E se dopo essere andati a discutere, non succede comunque nulla si può:
Le banche lo sanno bene che la maggior parte dei loro clienti NON ANDRA’ A DISCUTERE, e che preferisce le prime due voci dell’elenco.
Questo è quanto.
Nessuno può fare nulla se non noi, più consapevoli e con la certezza che è molto più semplice di quanto non sembri.