13/01/2025
Robert Shiller è un economista di fama mondiale e professore di finanza all’Università di Yale, noto per i suoi importanti contributi nel campo della finanza comportamentale.
Ha ricevuto il Premio Nobel per l’Economia nel 2013 insieme a Eugene Fama e Lars Peter Hansen.
Autore, tra gli altri, di “Euforia irrazionale” del 2000, e di “Ci prendono per fessi” nel 2016.
Nel grafico in foto l’andamento dello Shiller PE Ratio. Un indicatore utile e immediato per una valutazione generale sul valore dell’indice di borsa statunitense S&P 500, che contiene le 500 aziende quotate più grandi d’America.
Che cos’è?
Per dirla semplice e comprensibile a tutti, senza toglierne però la sostanza, lo Shiller PE Ratio (o CAPE Ratio) misura la valutazione del mercato azionario in una prospettiva di lungo periodo.
In sintesi, serve a indicare se il mercato, l’indice S&P500 in questo caso, è sopravvalutato o sottovalutato, tenendo conto della ciclicità economica.
Misura il prezzo attuale delle azioni rispetto alla media degli utili degli ultimi 10 anni, aggiustati per l’inflazione.
Questo rende l’indicatore meno suscettibile alle fluttuazioni di breve termine degli utili, offrendo una visione più stabile e completa della salute del mercato.
Un valore elevato suggerisce che i prezzi attuali delle azioni sono alti rispetto agli utili storici, indicando una potenziale sopravvalutazione. Al contrario, un valore basso può suggerire una sottovalutazione.
41 punti significa che il prezzo attuale del mercato (S&P500) è 41 volte la media degli utili reali (aggiustati per l’inflazione) degli ultimi 10 anni.
Che gli investitori hanno aspettative di crescita degli utili futuri molto elevate per giustificare prezzi attuali così alti rispetto agli utili passati.
In sintesi, un Shiller PE Ratio di 41 indica che il mercato è caro e che il prezzo pagato oggi è elevato in relazione alla sua capacità di generare utili nel passato recente (mediato).
Una sola: nel 1999, poco prima dello scoppio della bolla di Internet (arrivò fino a 44).
Quindi? Se siamo investiti, vendiamo? Se dobbiamo investire, aspettiamo? Oppure se dobbiamo investire, investiamo lo stesso?
Milano Finanza ha chiesto le previsioni per il 2026 a 67 case di gestione tra le più importanti del mercato e li ha pubblicati il 27 dicembre.
Per la borsa americana:
2 gestori su100 prevedono che scenderà oltre il 10%
4 gestori su 100 prevedono che salirà fino al 5%
68 gestori su 100 prevedono che salirà tra il 5 e il 10%
26 gestori su 100 prevede che salirà oltre il 10%
Il 98% dei gestori prevede un 2026 in rialzo.
Bene.
Noi non prevediamo.
Noi pensiamo che occorra prendere consapevolezza delle dinamiche dei mercati, investire con le corrette aspettative, con il corretto orizzonte temporale, e soprattutto con un METODO PER LA DISCIPLINA DEL PROPRIO COMPORTAMENTO.
Come sempre