Quattro molfettesi hanno voluto raccontare la loro triste esperienza di una truffa subìta nel mercato delle criptovalute.
Anzi, presunte criptovalute, visto che effettivamente si tratta di un meccanismo creato ad arte per coinvolgere un numero sempre più alto di persone nella loro trappola piramidale.
«Ho perso 2mila euro in questa rete ormai molto complessa – ha spiegato Alessandro uno dei truffati – Conosco persone che sono state addirittura spinte a lasciare il proprio lavoro con la falsa promessa di un guadagno facile che però necessitava in un’integrazione nella loro rete, con dei bonus garantiti in base al numero di persone coinvolte, in primis amici e parenti».
I truffatori di questo mondo di recente origine sono sempre a caccia di nuove modalità e la gigantesca crescita delle criptovalute degli ultimi anni ha creato una grande quantità di opportunità di guadagno.
I crimini di criptovaluta hanno raggiunto il primato assoluto nel 2021:
secondo il report dell’azienda di dati blockchain Chainalysis nel 2021 gli autori di frodi hanno rubato 14 miliardi di dollari in criptovalute.
In questo caso il tutto avviene secondo lo schema Ponzi, un modello economico di vendita truffaldino ideato da Charles Ponzi negli Stati Uniti a inizio Novecento, che promette forti guadagni ai primi investitori, a discapito di nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa.
I truffatori creano false piattaforme per lo scambio di criptovaluta o versioni fake dei wallet di criptovaluta ufficiali per attrarre le vittime ignare.
Questi falsi siti web hanno domini simili, ma leggermente differenti, rispetto ai siti che vogliono replicare.
I falsi siti di criptovalute operano in due diversi modi ma, quel che è certo, non sono quotati sugli exchange ufficiali e per questo non hanno alcun valore di legge.
È sempre la stessa storia
Non stiamo dicendo che le cryptovalute sono delle truffe.
Stiamo dicendo di usare il buonsenso.
Se ci si può arricchire facilmente senza fare nulla, da essere troppo bello per essere vero, NON È VERO.