23/05/2025
Titolo su Milano Finanza di qualche giorno fa:
Investimenti: perché Wells Fargo e Blackrock dicono ancora buy America a dispetto degli allarmi lanciati qualche giorno fa sia da JP Morgan che da Bridgewater Associates?
Moody’s ha recentemente abbassato il rating degli Stati Uniti è questo ha acceso un faro sul debito della prima economia mondiale.
Se da una parte Jamie Dimon, ceo di JP Morgan ritiene che le banche centrali e i mercati stiano sottovalutando i rischi creati dal deficit record degli Stati Uniti, dai dazi e dalle tensioni internazionali e Ray Dalio, fondatore di Bridgewater, più grande fondo hedge del mondo pensa che il pericolo non sia che gli Usa non ripagheranno il loro debito monstre, ma che lo possano fare svalutando il dollaro, continuando a stamparne per onorare gli impegni (con grandi difficoltà per i mercati) dall’altra parte Wells Fargo e Blackrock continuano ad essere positivi sugli asset americani.
Addirittura Wells Fargo sostiene che gli investitori dovrebbero vendere le loro azioni delle economie emergenti per acquistare titoli americani.
Secondo Austin Pikle, strategist della società «la ripresa economica globale che ci aspettiamo nella seconda metà del 2025 e la risoluzione finale di molte preoccupazioni legate al commercio spingeranno i prezzi dei mercati emergenti verso l’alto, ma quei rendimenti saranno inferiori rispetto ai mercati statunitensi».
Anche Jean Boivin, Head of the BlackRock Investment Institute, vede ancora gli asset Usa come elementi fondamentali nei portafogli globali.
Le azioni statunitensi sono salite del 2% la scorsa settimana grazie al rally trainato dalla tecnologia, con l’S&P 500 cresciuto del 22% rispetto ai minimi di aprile.
Naturalmente le dichiarazioni di questi big della finanza mondiale sono molto più complesse e complete di quanto riportato qui, ma il nostro scopo non è analizzare questi dati.
Il nostro scopo è sempre lo stesso: stimolare riflessioni e pensieri sul risparmio e sul mondo della finanza dalla prospettiva degli investitori finali.
Possibile che a parità di informazioni (tutti hanno oggi nello stesso momento tutte le informazioni disponibili) la visione dei big sui mercati sia così diversa?
Spesso si preferisce credere a chi dice quello in cui già si crede un pò.
Ma non si può certo pensare di decidere se, quando e dove investire, basandoci sul lancio di una moneta:
TESTA O CROCE?