04/06/2025
Sembrava una roba da matti la quotazione di Tesla al suo record di 480 dollari il 17 dicembre scorso.
Non era mai successo prima che un’azienda che produce automobili valesse in borsa 141 volte gli utili attesi e 15 volte il fatturato.
Valori astronomici.
Solo per capire le proporzioni:
È come comprare per 3 milioni di euro un bar che fattura 200 mila euro all’anno.
O per 7 milioni di euro un’officina che fa 50 mila euro di utile quest’anno.
Pur concesse le particolarità di Tesla, il titolo era valutato 20 volte più di Toyota.
Poi si è preso atto che le stime degli utili e dei ricavi erano piuttosto sovrastimate perché le vendite di Tesla si sono quasi dimezzate in Europa, sono crollate in Cina e sono persino diminuite di un buon 20% anche in America, (forse, anche per i comportamenti arroganti di Elon Musk).
Comunque il valore del titolo, in tre mesi, ha perso più della metà dal suo massimo in sintonia (apparente) con le nuove stime di ricavi e utili in forte calo.
Paradossalmente in coincidenza con una trimestrale che mostrava utili crollati del 71.
Spinto dall’euforia di Wall Street il titolo di Tesla è tornato qualche giorno fa a 364 dollari.
Che è meno di 480 del suo record di dicembre ma che in termini di multipli risulta essere MOLTO Più CARO di quanto non fosse a dicembre.
Solo 5 mesi fa erano previsti 3,5 dollari di utili per azione mentre oggi gli utili previsti sono solo 1,97 dollari per azione.
Questo significa che il prezzo di oggi esprime un valore pari a 16 volte il fatturato e 185 volte gli utili.
In questo c’entra sicuramente l’euforia irrazionale dei piccoli investitori, che sono più spesso condizionati negli acquisti e nelle vendite dalle onde emotive che dai fondamentali.
Che dire.
Ai prezzi folli di dicembre si contavano 27 consigli d’acquisto e 13 di vendita.
Ai prezzi di oggi (con multipli ancora più folli) i consigli d’acquisto sono 29 e quelli di vendita 11.