31/01/2025
Ne abbiamo già visti di ribassi o di crolli in questi 40 anni di attività.
E anche stavolta, come sempre, abbiamo a portata di mano i motivi che ne spiegano l’andamento.
Colpa di Trump? Dei dazi? Della recessione?
Di questo si parla negli approfondimenti, nei convegni, nei talk show, e di questo si discute nelle stanze della finanza e anche nei più svariati contesti.
Fino ad avere, anche stavolta trovato il colpevole.
Siamo consapevoli delle implicazioni che gli accadimenti in corso potrebbero avere sull’economia e sui mercati, ma anche questa volta, come sempre, relativamente all’andamento dei mercati, siamo orientati a pensare che scendano, o crollino, semplicemente perché prima erano saliti.
È una loro caratteristica.
Un circolo vizioso.
Non un evento imponderabile.
1. Salgono.
2. Salgono molto.
3. Salgono troppo.
4. Scendono o crollano.
E poi ancora
1. Salgono
2. ecc………………..
Scendono o crollano “sempre per qualche motivo”, da sempre.
Ma non si riesce comunque a farci l’abitudine e a imparare qualcosa.
Ogni volta la stessa sorpresa, lo stesso sgomento e le stesse reazioni.
Che i mercati azionari fossero alti non era un mistero per nessuno.
Alcuni indicatori e alcuni settori e titoli in particolare, avevano raggiunto prezzi che scontavano multipli sugli utili futuri difficilmente realizzabili.
Tutti lo sapevano.
Ogni rialzo, pur in presenza di prezzi difficilmente sostenibili nel tempo, si autoalimenta continuamente supportato dalle buone performance, dall’euforia, e dalle previsioni ottimistiche, ancora, ancora e ancora, fino a quando qualcosa non ne interrompe il trend.
Molti investitori si illudono (e lo pretenderebbero da chi li assiste negli investimenti) di poter individuare il momento giusto per “uscire dal mercato prima che si inverta il trend”.
Ma nessuno è in grado di azzeccare il momento giusto.
E se, argomentando con il fatto che i prezzi sono alti venisse consigliato di uscire dal mercato, e poi il mercato continuasse a salire, allora ci si lamenterebbe di essere usciti troppo presto e di aver perso performance.
Un inseguimento continuo, quasi sempre poco efficace.
Chi ci segue sa qual è il nostro approccio.
La nostra filosofia (e i nostri portafogli modello, basati sul comportamento degli investitori) è quella di approfittare dei lunghi periodi di rialzo dei mercati consolidando e accantonando le plusvalenze, per poi, eventualmente, reinvestirle nelle fasi di ribasso o crollo, attraverso un metodo predefinito per la disciplina del comportamento.
Diceva Mark Twain: è facile guadagnare in borsa, basta comprare basso e vendere alto.
Si caro Mark, è facile a dirsi.
Ma quando sarebbe stato basso per comprare, e poi quando sarebbe stato alto per vendere, si sa sempre e soltanto dopo che è già passato.
Consapevolezza, corrette aspettative, disciplina del comportamento, questa è da sempre la nostra ricetta.