09/03/2026
È stata una settimana pesante sui mercati azionari
• New York NASDAQ – 1,20%
• New York S&P 500 – 2,00%
• INDICE MONDIALE – 3,30%
• Londra FTSE100 – 5,7%
• Milano FTSE MIB – 6,50%
• Parigi CAC 40 – 6,80%
• Francoforte DAX – 6,90%
• Madrid IBEX 35 – 7,00%
Tutto per colpa della guerra.
Quando la situazione geopolitica si agita, succede sempre la stessa cosa.
I mercati iniziano a muoversi più del solito.
I titoli dei giornali diventano allarmanti.
E molti investitori iniziano a chiedersi (e a chiederci):
La tentazione è forte.
Vendere.
Ridurre il rischio.
In attesa che passi la tempesta.
Purtroppo la storia dei mercati racconta un’altra cosa: le tensioni geopolitiche arrivano quasi sempre all’improvviso e i mercati imparano a conviverci molto più velocemente di quanto pensiamo.
E quasi sempre la reazione peggiore in questi casi è prendere decisioni impulsive.
Quando i mercati oscillano per eventi politici o militari, le cose che nel tempo hanno funzionato meglio sono straordinariamente semplici:
In questi momenti le notizie aumentano esponenzialmente, ma le informazioni utili no.
Seguire ogni aggiornamento raramente aiuta a investire meglio, anzi, molto più spesso serve solo ad aumentare l’ansia.
(Se lo si ha).
Un portafoglio costruito sulla disciplina del comportamento, dove le cose da fare sono già predefinite prima di iniziare, non può essere stravolto perché succede qualcosa questa settimana.
E se l’orizzonte temporale è stato fissato in modo coerente, ciò che accade in pochi mesi è quasi sempre superabile.
Le oscillazioni dei mercati non sono un’anomalia.
Sono la loro caratteristica.
Durante nuovi eventi geopolitici, quella caratteristica diventa un fatto.
Non possiamo controllare le decisioni dei governi, le guerre o la politica internazionale.
Possiamo però controllare il nostro comportamento che, nel tempo, è spesso la variabile più importante.
Quando i mercati “ballano” la differenza tra un investitore consapevole e uno di “belle speranze” raramente sta nelle previsioni.
Sta nella disciplina.
Nei secoli dei secoli.