24/02/2024
Kerney ha elaborato i dati aggregati del 2024 su un panel di 14 banche italiane.
Unicredit, Intesa San Paolo, Banco BPM, Banca MPS, Banca popolare di Sondrio, Bper Banca, Credem, Banca Ifis, Banca Generali, Mediobanca (bilancio ricalcolato a livello di anno solare per comparazione con le altre banche), Fineco, Mediolanum, Credit Agricole Italia.
Ecco le voci che hanno portato nel 2024 le banche di cui sopra a raggiungere un risultato netto aggregato in incremento anno su anno del +10% (il 2023 era già stato un anno eccezionale con 28,608 miliardi di euro di utili) a 31,4 MILIARDI DI EURO a fronte di ricavi in crescita del 6% a 88,6 Miliardi di Euro.
Cioè la differenza tra gli interessi pagati dalle banche sulla liquidità depositata dai risparmiatori e gli interessi percepiti dalle banche sui mutui e sui prestiti erogati ai risparmiatori, pari a 51,116 miliardi nel 2024 contro i 48,790 del 2023.
Nel 2021 (solo tre anni fa) gli interessi netti erano stati 29,237 miliardi.
Sono aumentati di 21,879 miliardi in tre anni pari al +75%.
Cioè i costi applicati specialmente ai prodotti del risparmio gestito venduti ai clienti, pari a 32,264 miliardi nel 2024 contro i 29,811 miliardi del 2023.
Nel 2021 le commissioni nette erano state 29,452 miliardi.
Sono aumentate in tre anni di 2,453 miliardi pari al +10%.
Il risultato netto quindi per le banche è stato 31,4 miliardi di euro nel 2024 contro i 28,608 del 2023.
Nel 2021 il risultato netto era stato di 12,438.
È aumentato di 18,929 miliardi pari al +152%.
Con grandi soddisfazioni per gli azionisti.
Un po’ meno per i risparmiatori, che dovrebbero acquisire maggior consapevolezza, valutare le condizioni offerte dalle diverse banche e “spostare” la liquidità da una banca all’altra.
Ce ne sono che remunerano la liquidità, senza vincoli.
Fa tanti soldi.
Certo, sembra complicato e spesso se ne ha poca voglia ma è proprio su questo che le banche confidano: credenze sbagliate e pigrizia dei risparmiatori.