05/12/2024
A metà novembre il controvalore del mercato globale delle criptovalute, in crescita del 79% rispetto all’inizio dell’anno, valeva oltre 3000 miliardi di dollari.
Il mercato più importante risulta essere quello americano con 16,58% del totale, seguito da India con il 9,44% e Brasile con l’8,10%.
In Italia, il mercato vale 2,2 miliardi di euro e gli italiani che hanno “investito in criptovalute sono 1 milione e 350 mila, con una media di 1.600,00 euro a testa.
Oltre il 99% è rappresentato da persone fisiche e tra questi i millenials sono i più numerosi (il 37%) ma detengono importi pari al 39% circa del valore complessivo, mentre i possessori tra i 40 e i 60 anni, pur rappresentando il 28% del totale, posseggono il 49% del totale.
“Le criptovalute sono senza dubbio una delle frontiere più controverse dell’economia moderna, simbolo di un mondo in continua evoluzione, ma anche di un panorama che si presenta con enormi rischi per i risparmiatori”
afferma il segretario generale della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) Lando Maria Sileoni.
“Chi decide di acquistare criptovalute – afferma Sileoni – deve sapere che non si tratta di valute come l’euro o il dollaro, ma di strumenti di investimento altamente speculativi e, soprattutto, NON REGOLAMENTATI.“
Nella “guida alle criptovalute” realizzata nell’ambito del mese dell’educazione finanziaria, in cui sono state raccolte anche le indicazioni di Banca d’Italia e Consob, la Fabi sottolinea quindi che, come suggeriscono anche le autorità di vigilanza, occorre prestare molta attenzione prima di scegliere se e come investire su questi asset.
Esistono infatti anche rischi di natura operativa, che riguardano strettamente la protezione e la sicurezza informatica.
Gli emittenti e le società che gestiscono cripto-attività sono stati più volte oggetto di Cyber attacchi: un vero e proprio boom, quello delle truffe informatiche, che ha portato gli utenti, in alcune circostanze, alla perdita totale dei loro portafogli in criptovalute.
Un approfondimento sugli asset che non generano redditi ne dividendi si trova qui: