30/04/2026
Oggi ho accompagnato in banca un cliente e sua moglie, 88 e 86 anni.
Hanno una liquidità importante derivata dalla vendita di un immobile e volevano giustamente impiegarla in modo prudente.
Parliamo con il “consulente”, al quale sono stato presentato come un conoscente “che ne sa di finanza”.
Ci propone subito un bel “prodottino” appena uscito: Un Certificato di deposito della banca, della durata di 4 anni, con cedole crescenti.
* 2% annuo LORDO per i primi 2 anni
* 2,50% LORDO il terzo anno.
* 2,80% LORDO il quarto anno.
Rendimenti Lordi, del 26%.
* 1,48% NETTO per i primi 2 anni,
* 1,85% NETTO il terzo anno,
* 2,07% NETTO il quarto anno.
Dicono i clienti:
“Ma non vogliamo metterli tutti vincolati a 4 anni”
Ah ok, allora si potrebbe metterne una parte (un quarto non di più) in altro un Certificato di deposito, sempre della banca, a 12 mesi.
* 2,5%. LORDO (del 26%).
* 1,85% NETTO.
Domando:
Quale sarebbe il rendimento di un BTP con stessa scadenza (4 anni)?
Il consulente risponde:
“Ah, noi ma non facciamo consulenza sui BTP, se volete fare i BTP potete fare da soli”.
Non vogliamo una consulenza sui BTP.
Vogliamo solo che ci dica, cortesemente, quanto rende un BTP di pari durata per fare un semplice confronto.
Allora con poca convinzione apre il sito di Borsa Italiana e dice: “il rendimento di un BTP scadenza dicembre 2030 è un po’ più alto”
* 3,27% LORDO a scadenza.
* Lordo del 12,50%.
* 2,42% NETTO.
Il consulente:
“Si, però concentrare tutto su un Titolo, dello Stato italiano poi…………. (sospensione)
I clienti mi guardano preoccupati.
Forse la Banca è più sicura dei BTP?
Domando:
“Mi scusi, dall’ultimo bilancio (2024) risulta che le attività finanziarie di proprietà della vostra banca sono circa 538 Milioni di Euro, di cui 513 Milioni investiti in BTP…………”