26/03/2026
C’è una vecchia favola di Esopo che tutti conosciamo: il ragazzo che gridava al lupo, al lupo. Dopo tanti falsi allarmi, quando il lupo arriva davvero, nessuno gli crede più.
Ecco, oggi i mercati finanziari assomigliano un pò a quella storia.
Negli ultimi 15 anni abbiamo visto di tutto: crisi del debito, rallentamento della Cina, pandemia, tensioni geopolitiche. Eppure, ogni volta, i mercati sono scesi…per un po’…(poco) e poi hanno recuperato tutto molto velocemente.
“Compra sui ribassi” è diventata quasi una certezza.
Questo ha creato una convinzione molto pericolosa: che il lupo, quello vero, non arriverà mai.
Ma questo non è un mondo di certezze.
Ed è proprio per questo che entra in gioco e diventa determinante la
(non la strategia dell’azzecco).
Disciplina che non serve più quando i mercati sono già scesi.
Serve quando va tutto bene e sembra che il rischio sia scomparso.
I mercati salgono.
Più i mercati salgono più il rischio aumenta.
Più scende la nostra percezione del rischio.
Siamo esseri umani, non macchine.
Ed è proprio quando va tutto bene e la percezione del rischio è azzerata che si fanno gli errori più grandi:
• si aumenta troppo l’esposizione al mercato
• si eliminano le difese
• si costruiscono portafogli fragili
La storia, quella un po’ più lunga degli ultimi 15 anni, ci insegna invece una cosa diversa:
i lunghi periodi di crescita e di euforia sono spesso seguiti da fasi più difficili, più lunghe e più profonde di quelle che abbiamo visto negli ultimi anni.
E sono poi anche quelle dove si fanno i migliori affari.
Il problema non è prevedere quando arriverà la prossima crisi.
Un portafoglio basato sulla disciplina del comportamento non è quello che va meglio quando tutto sale.
È quello che ci permette di restare lucidi quando tutto scende.
Per questo le componenti difensive (la liquidità e le plusvalenze consolidate in liquidità) non sono un “peso”, (qualcuno si lamenta che a stare lì non prende niente) ma una scelta consapevole figlia di un metodo operativo basato sul comportamento:
servono a proteggere il capitale e, soprattutto, a permetterci di cogliere le vere opportunità.
Warren Buffett ha ancora in liquidità quasi il 40% della sua Holding Berkshire Hataway, il 40% del patrimonio che “non rende niente”. (Però lui non si lamenta).
La domanda non è:
ma è
La differenza, come sempre, la fanno la consapevolezza, le corrette aspettative, il corretto orizzonte temporale e soprattutto un metodo di investimento per la disciplina del proprio comportamento.
Buffett docet