23/03/2026
Siamo esseri umani, non macchine o computer.
E questo è straordinariamente più esaltante ed eccitante anche se, qualche volta, ci gioca qualche brutto scherzetto.
Spesso, pur sapendo benissimo una cosa, facciamo fatica a gestire l’emotività e di conseguenza i nostri comportamenti.
È un concetto che vale in tutti gli ambiti della nostra vita.
DOPO che i mercati sono saliti, le performance dei portafogli sono positive, e i rendiconti presentano dei bei segni più, il rischio oggettivo che possano scendere è sicuramente aumentato MA, al contrario, la nostra percezione del rischio scende al MINIMO.
Sta andando tutto bene e ci sembra che non ci siano particolari rischi.
DOPO che i mercati sono scesi (o crollati) invece, le performance dei portafogli sono negative, e i rendiconti presentano dei bei segni meno, il rischio oggettivo che possano scendere ancora è sicuramente più basso MA, al contrario la nostra percezione del rischio sale al MASSIMO.
Sta andando tutto male e ci sembra che possa andare solo peggio.
In sostanza:
1. MASSIMO RISCHIO OGGETTIVO, MINIMA PERCEZIONE DEL RISCHIO.
2. MINIMO RISCHIO OGGETTIVO, MASSIMA PERCEZIONE DEL RISCHIO.
Questo influenza prima l’umore e poi i comportamenti, che sono spesso contrari a quello che andrebbe fatto.
È stato, è, e sarà sempre così.
NO, perché siamo esseri umani e non macchine.
Saperlo può servire a prendere coscienza della realtà, a comprendere le dinamiche dei mercati (che sono sempre le stesse), e a decidere di approfittare dell’andamento dei mercati stessi (al rialzo per la maggior parte del tempo) attraverso il corretto approccio, le corrette aspettative, il corretto orizzonte temporale e soprattutto un metodo di investimento predefinito, per disciplinare il comportamento.
In saecula saeculorum.
NB: sarebbe bello poter uscire dai mercati il minuto prima che scendano, e rientrare sui mercati il minuto prima che risalgano.
MEGLIO NON ILLUDERSI
MEGLIO NON ASPETTARSELO