26/06/2025
Ormai è un dato di fatto, milioni di piccoli investitori (sempre di più, con ogni giorno nuovi adepti che si aggiungono) attraverso app o siti web sempre più numerosi e accattivanti, comprano e vendono titoli, opzioni, cfd, cryptovalute, ecc. (spesso senza nemmeno spere bene cosa e come) e possono influenzare l’andamento dei mercati.
È legittimo volerlo fare: è una possibilità di questo tempo.
È fondamentale riconoscere le piattaforme pericolose sulle quali può esserci il rischio di essere truffati.
Ecco qualche consiglio pratico e qualche spunto psicologico:
Il mito della ricchezza facile e veloce si ripresenta in ogni epoca, con una ripetitività storica, ogni volta sotto nuove vesti.
Oggi, è nel volto lucido delle piattaforme di trading online truffaldino che questo mito cattura le sue prede con maggiore intensità. “Investi 250 euro e diventa ricco come Jeff Bezos” (che proprio in questi giorni è in Italia a spendere 30 milioni per il suo matrimonio).
Certo, non tutte le piattaforme nascondono truffe. Ce ne sono anche di serie, attraverso le quali si può investire sui mercati (e ci si può fare molto male anche da soli, senza essere truffati da nessuno) ma questa è un’altra storia.
Chi incappa in quelle truffaldine invece, e si lascia convincere dal miraggio dell’arricchimento facile e senza sforzo, si ritrova spesso a perdere i suoi risparmi, senza alcuna tutela, in un vortice di fantasmi e call di center dove non risponde nessuno.
Personalmente credo che sarebbe meglio leggere il capitolo “il campo dei miracoli” nel libro le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, dove Pinocchio pianta quattro monete convinto che crescerà un albero di monete d’oro, per essere poi derubato delle sue quattro monete dal gatto e la volpe, e rinunciare a credere che ci si possa diventare ricchi in questo modo.
Il volto attuale dell’illusione: quando il guadagno diventa una trappola
Il giocatore truffato non è più solo un ingenuo: è spesso un professionista, una persona informata, a volte perfino diffidente, che però cede alla pressione emozionale di un contatto insistente, di un sito ben fatto, di una testimonianza manipolata.
L’inganno si è fatto sofisticato: i malintenzionati non offrono più solo “guadagni facili”, ma costruiscono ambienti digitali simulati, perfettamente plausibili, con finti grafici di borsa, finti profitti, finte società regolamentate.
Come osservava Jung, “ciò a cui resisti, persiste”.
E forse è proprio la nostra resistenza al pensiero di poter essere ingannati che ci rende, paradossalmente, più vulnerabili.
Queste truffe non sfruttano più l’ignoranza, ma la fragilità emotiva. La paura di perdere opportunità, il desiderio di riscatto, la fiducia nel progresso tecnologico… sono emozioni e speranze che un abile manipolatore trasforma in leve.
Chi cade in queste trappole spesso si vergogna, non denuncia, si isola.
È un doppio danno: economico e identitario.
È fondamentale, dunque, accogliere la vulnerabilità come parte dell’umano, parlarne, riconoscersi nelle vittime e aiutarle ad uscire dal silenzio.
L’antidoto alle truffe digitali non è solo la legge, ma anche la coscienza collettiva.
Serve un nuovo approccio all’ educazione finanziaria emotiva, che non insegni solo a leggere i dati di bilancio o a confrontare i grafici, ma anche a leggere dentro di sé: da dove nasce questo desiderio di ricchezza istantanea?
Quale vuoto sto cercando di colmare con un clic?
Il nostro slogan:
Investire è un processo che si sviluppa nel tempo e che, attraverso la consapevolezza, le corrette aspettative, il corretto orizzonte temporale e soprattutto un metodo per disciplinare le proprie emozioni e quindi il proprio comportamento produce guadagni nel tempo.
E per questo non servono affatto il “tempo reale” e la “smania da videogame”.