21/05/2025
Non sarà sfuggito il fatto che da un po’ di tempo la pubblicità, sui social ma anche in televisione, ha coinvolto anche la “consulenza finanziaria”.
Nulla di strano: gli straordinari utili record degli ultimi anni delle società del settore (confermati anche dalla prima trimestrale del 2025) dimostrano che “gestire il denaro dei risparmiatori” è un grandissimo affare.
Niente di male naturalmente, solo la presa di coscienza che se per gli intermediari gestire i nostri soldi è un vero affare, quantomeno che sia un pò vantaggioso anche per noi.
“Ho scelto la vostra banca perché è solida (recita uno degli spot) la APP è semplice e intuitiva, e poi c’è Alessandro il mio family banker, che non mi abbandona mai e mi sopporta da anni, e soprattutto l’ho scelta perché so chi è l’amministratore delegato.”
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Un altro spot invece la mette su un altro piano:
“Tu non mi capisci, non fai i miei interessi, non ti preoccupi del mio futuro, quando ho bisogno non ci sei mai. Ho deciso, cambio consulente finanziario”
Change is good.
Questo blog è nato principalmente per stimolare pensieri e riflessioni sul risparmio, sul suo impiego e soprattutto sul corretto approccio e comportamento che è meglio tenere quando ci si confronta con gli strumenti finanziari, gli intermediari, i consulenti.
Ho chiesto a centinaia di investitori, clienti e non clienti, perché hanno scelto la banca che stanno usando.
Nessuno mi ha risposto:
– Perché è solida, oppure
– Perché c’è un consulente che mi sopporta da anni, oppure
– Perché so chi è l’amministratore delegato.
La verità è che quasi mai la banca l’abbiamo realmente “scelta”.
Molto più spesso siamo noi che siamo stati scelti (o accalappiati) dai commerciali della banca stessa.
Nulla di male, tutto bene.
È il mercato bellezza.
E allora ancora una volta la parola più adatta è “consapevolezza”.
Domandarsi perché si è scelta la banca che si sta utilizzando è un processo mentale importantissimo, e un primo passo verso la consapevolezza.
Quello che posso dire con assoluta certezza che “sapere chi è l’amministratore delegato” non è un motivo oggettivo per scegliere una banca.
Di cosa abbiamo realmente bisogno?
Che cosa occorre confrontare oggettivamente?