13/01/2025
Mercati in subbuglio dopo i dati sull’occupazione in America
Da Il Sole 24 Ore del 11 gennaio 2025:
Il dato sul lavoro Usa di dicembre superiore alle stime manda al tappeto Wall Street e le Borse Ue.
Un mercato del lavoro sorprendentemente resistente, per un’economia made in Usa che sembra godere ancora di salute più che ottima.
Il dato che forse può rallegrare Donald Trump in procinto di fare ritorno alla Casa Bianca non piace paradossalmente al mercato, almeno secondo le dinamiche che lo guidano in questo inizio di 2025.
Immediata la risposta degli investitori all’annuncio della creazione nel mese di dicembre di ben 265mila nuove buste paga, un numero ben superiore alle attese degli analisti che ne avevano previste 160mila (e questo continua a lasciarci perplessi sull’attività di previsione degli analisti), e superiore a quelle di novembre (212mila) per un tasso di disoccupazione di nuovo in discesa al 4,1%.
Questi dati (molto buoni per l’economia appunto) hanno però fatto scendere i prezzi e di conseguenza fatto salire i rendimenti dei titoli di Stato americani che si sono impennati verso nuovi massimi da oltre un anno.
Il titolo decennale si è portato fino al 4,75%.
Un livello simile non si registrava appunto dall’autunno del 2023 e si avvicina al 5% da molti considerato una sorta di “soglia del dolore” perché tale da poter innescare vendite sull’azionario.
I dati hanno fatto volare anche il dollaro, al massimo da fine 2022, il tutto mentre Wall Street accusava il colpo con ribassi del – 1,63% per il Dow Jones, del -1,54% per il S&P500, e del -1,63% per il Nasdaq, trascinando in chiusura anche i listini europei.
Il motivo per cui la “buona notizia” sia stata interpretata sui mercati come “cattiva”, come avviene non di rado, è chiaramente legato alle aspettative sulle future mosse della Federal Reserve, la banca centrale statunitense, che come è noto segue sempre con molta attenzione il rapporto occupazionale.
Le attese per tagli dei tassi di interesse nel corso dei prossimi mesi, che si erano già notevolmente ridotte nelle ultime settimane, hanno subito una ulteriore correzione.
“Al momento riteniamo che lo scenario più probabile sia quello di un unico taglio nella riunione di giugno o in quella di luglio”
segnala Filippo Diodovich, Senior Market Strategist i IG Italia, interpretando un pensiero generalizzato, visto che le probabilità assegnate dagli operatori finanziaria una duplice sforbiciata nel corso del 2025 e misurate dal Cme FedWatch si sono abbassate da oltre il 50% a poco più di un terzo.