04/07/2024, Il Sole 24 Ore
C’è chi si prende la briga di elaborare statistiche circa l’andamento di Wall Street nell’anno del voto.
Come si è mosso l’indice S&P500 in queste annate speciali?
Partendo dal 1928, l’anno in cui fu eletto Herbert Hoover gli anni elettorali, che cadono ogni 4 anni, sono 25.
Occorre precisare che l’indice è S&P500 solo dal 1957, prima si chiamava S&P90.
Vediamo dunque qualche dato statistico:
In questi 25 anni elettorali il primo semestre è piuttosto fiacco, in rosso di quasi 2% nel parziale da gennaio a maggio.
Poi a partire da fine giugno si ha un allungo fino a inizio settembre che porta l’indice a incamerare un parziale del 6%.
Poi un rintracciamento a settembre e ottobre seguito da un allungo finale a partire da novembre, quando i mercati vengono a conoscenza del nome del nuovo presidente, celebrato a dicembre con il canonico rally di Natale.
Tra alti e bassi l’anno elettorale registra in media per l’indice S&P500 una crescita media di circa il 7%.
Si potrebbe anche considerare che negli anni elettorali il miglior mese dell’S&P500 è agosto e il peggiore è maggio, e che il miglior giorno è il martedì e il peggiore il lunedì.
Si potrebbe valutare qual è l’ora in cui il mercato sale di più e quale in cui scende o sale di meno…..ecc. ecc.
Le strategie per investire nel mercato azionario, ma anche in quello obbligazionario NON POSSONO E NON DEVONO MAI essere basate nemmeno per un attimo su dati di questo tipo.
Le raccomandazioni sono sempre le stesse.
Il denaro si deve investire perché produca altro denaro e i mercati consentono questo con altissime probabilità.
Occorre però conoscerne le dinamiche, comprenderle, esserne consapevoli e impostare un piano di disciplina del proprio comportamento.
Lo so. Dico sempre le stesse cose!
Resta solo da ricordare, tanto per smentire le statistiche, che nel primo semestre di quest’anno (anno elettorale) l’indice S&P500 è salito di oltre il 15%.