11/06/2024
QUELLA DI FRANCOFORTE È UNA RONDINE CHE NON FA PRIMAVERA
(Donato Masciandaro – Il Sole 24 Ore)
Una decisione contradditoria, inutile, forse dannosa.
La Banca centrale europea riduce i tassi, ma non risponde alle tre domande cruciali:
1. Come mai i tassi di interesse si abbassano, quando le previsioni sull’inflazione peggiorano?
2. Quale sarà il percorso dei tassi dei prossimi mesi?
3. E in tale percorso, quanto si terrà conto delle decisioni della FED?
È una rondine che non fa primavera, ma solo confusione.
Venerdì scorso la BCE ha scritto un nuovo capitolo su come non si dovrebbe comportare la banca centrale che è responsabile della stabilità dell’euro, ovvero la seconda moneta mondiale, dopo il dollaro.
Occorre ricordare che la BCE ha dal luglio di due anni fa adottato la strategia delle decisioni “volta per volta” sulla base dei “dati disponibili”.
Quindi, di fronte a un peggioramento delle previsioni inflazionistiche, cosa si fa?
Si riducono i tassi di interesse!
Nessuna, se non un generico richiamo alla fiducia – loro – nella strada intrapresa.
Come al solito nessuna indicazione: la BCE non dà alcuna informazione su questa presunta strada intrapresa.
Sappiamo solo che oggi la politica monetaria è ancora restrittiva, ma sul domani – l’unica cosa che conta – il buio assoluto.
La risposta è il solito ritornello da disco rotto: ci sono tanti fattori di incertezza, seguito dal trito e ritrito elenco in cui c’è tutto, quindi non c’è niente.
Questa situazione però crea opportunità sul mercato obbligazionario che vale assolutamente la pena di valutare.