20/02/2024
Il Sole 24 ore – 19/02/2024
Turbostipendi per i grandi banchieri di Wall Street.
I dati sui compensi del 2023 pubblicati dalle maggiori banche americane mostrano che l’anno scorso c’è stato un forte aumento delle buste paga.
Ad esempio JP Morgan Chase, la più grande banca del mondo ha pagato all’a.d Jamie Dimon 36 milioni di dollari di compensi di cui 1,5 milioni di stipendio base e 34,5 milioni di bonus.
Nel 2023 la banca ha realizzato utili netti di 49,6 miliardi, il 32% in più dell’anno precedente.
Il grande rialzo delle buste paga dei banchieri è infatti la naturale conseguenza dei profitti galattici realizzati da molte banche, in seguito al rialzo dei tassi d’interesse attivi, quelli incassati sui prestiti alla clientela, e al mantenimento dei tassi pressochè a zero di quelli passivi, cioè quelli pagati ai risparmiatori sui loro conti.
E’ successo così anche in Italia e in Europa.
Le banche hanno fatto profitti altissimi.
Tutto il mondo è paese.
Con buona pace di chi spera che le banche siano interessate a dare soddisfazione ai clienti.
Se i compensi dei banchieri sono legati ai profitti e i profitti sono fatti alle spalle dei risparmiatori, ci sono davvero poche speranze.
E allora?
Prendere consapevolezza che il rapporto tra le banche e gli investitori è basato su un gigantesco conflitto di interessi (non eliminabile) senza illudersi che possa essere diverso da così, e attrezzarsi per “usare” le banche anziché “farsi usare” da esse.
Ad esempio togliendo la liquidità da quelle banche che non remunerano adeguatamente la liquidità e trasferirla presso quegli istituti che lo fanno.
E’ molto più semplice di quanto non sembri.
Ma le banche lo sanno che gli investitori sono piuttosto pigri…