21/07/2025
Nel 2024 le banche italiane hanno registrato un nuovo massimo in termini di utile netto, con un totale di 46,5 miliardi di euro, in crescita di 5,7 miliardi (+14%) rispetto al 2023.
Nell’ultimo triennio gli utili complessivi delle banche sono arrivati a 112 miliardi di euro grazie al sostegno degli alti tassi di interesse decisi dalla BCE, che ha rilanciato i profitti da intermediazione creditizia.
In pratica i profitti legati alla forbice tra gli interessi attivi (per la banca) applicati ai mutui e ai prestiti delle famiglie, saliti vertiginosamente insieme ai tassi BCE, e a quelli passivi pagati sulle giacenze liquide nei conti correnti dei clienti, sono stati mantenuti rigorosamente a zero.
La svolta è stata nel 2022.
Poi nel 2023 un aumento del 55% rispetto al 2022 e nel 2024 un aumento del 14% rispetto al 2023.
Adesso si apre una fase nuova per le banche.
I tassi in calo (2% attualmente) incideranno profondamente sulla redditività dei prossimi anni.
Le banche dovranno trovare nuove fonti di reddito.
Vedremo.
Nel frattempo, Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, la federazione autonoma dei bancari italiani, sostiene (Sole 24 Ore di sabato) che i numeri da record realizzati dalle banche negli ultimi tre anni non sono piovuti dal cielo, ma sono il risultato del lavoro quotidiano di centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici.
Senza il loro impegno quei bilanci non sarebbero stati possibili.
È anche in quest’ottica che vanno letti i 435 euro medi mensili garantiti con il contratto collettivo di lavoro firmato nel 2023, così come il riconoscimento economico per i dirigenti che ha portato a incrementi annui di 20.000 euro lordi della retribuzione minima.
Nessun regalo dunque: “Sono aumenti più che giustificati dai numeri oggettivi della redditività bancaria.”
Tutto bene.
I bancari hanno avuto aumenti e riconoscimenti economici
Chi paga?